Ciak un processo simulato per evitare un vero processo

Ciak un processo simulato per evitare un vero processo" rappresenta una grande occasione per riflettere sui pericoli dovuti ad un uso distorto dei social, per i

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“Ciak un processo simulato per evitare un vero processo” rappresenta una grande occasione per riflettere sui pericoli dovuti ad un uso distorto dei social, per instillare la cultura della legalità e il rispetto delle regole, ma anche un modo per socializzare.
Queste le considerazioni del prof Scalise Gianluca, referente per la legalità  e referente del progetto nonché coordinatore dei ragazzi del Liceo Classico Galluppi di Catanzaro, rappresentato dal dirigente scolastico professoressa Rosetta Falbo.
Ottima performance, quella odierna, dei ragazzi partecipanti alla rappresentazione per nulla intimoriti dalla solennità dell’aula del tribunale ordinario di Catanzaro. Ventiquattro i ragazzi protagonisti: Schirripa, Perri, Tassone, Conforto, Colao, Maiuolo, Ravichandran, Bianco, Olivo, Brancaleone del 1D, Napoli, Russo, Cioffi Zama, Costanzo, Polito, Caiazzo, del 1B, Ficchi’, Leone, Albano, Mannino, Trapasso, Santise, Cajazzo del 1F e Mastria del 2F.
Il progetto,  nato da una intuizione del Presidente Luciano Trovato e promosso dall’associazione Ciak, Formazione e Legalità  attuato in Calabria e in altre Regioni italiane ha raggiunto l’ottava edizione.
L’avvocato Talarico e l’avvocato Sacco hanno curato la formazione,  spiegando le dinamiche processuali passo dopo passo.

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