La forza delle donne tra impegno e testimonianze

Si è svolto ieri mattina presso l'aula magna del liceo classico Galluppi di Catanzaro, il convegno dal titolo "La forza delle donne tra impegno e testimonianze"

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Si è svolto ieri mattina presso l’aula magna del liceo classico Galluppi di Catanzaro, il convegno dal titolo “La forza delle donne tra impegno e testimonianze”, copromosso dall’associazione culturale ‘La voce della legalità ‘ e dal liceo classico diretto dalla Dirigente scolastica Prof.ssa Rosetta Falbo. L’incontro, che ha visto coinvolti molti studenti del liceo, attentamente guidati dal Prof. Gianluca Scalise referente per l’area legalità del Liceo, nonché coordinatore e moderatore dell’evento, ha rappresentato un momento di riflessione critica sul ruolo della donna nella società, in occasione della recente ricorrenza della giornata dell’otto marzo, ed al contempo un’occasione di celebrazione della forza delle donne attraverso esempi di forze femminili eterogenee e di grande valore. Donne socialmente, culturalmente e professionalmente impegnate in ambiti diversi, e le cui scelte personali e lavorative esprimono onestà intellettuale, rigore morale, umanità e competenza, hanno testimoniato il proprio impegno e risposto con disponibilità e coinvolgimento alle domande degli studenti. Ha dato avvio al convegno la Dirigente scolastica Falbo, fortemente entusiasta dell’iniziativa per il taglio formativo della stessa. La Presidente de ‘La voce della legalità’ , Prof.ssa Giulia Anna Pucci ha quindi ringraziato la scuola per la sensibilità con cui ha accolto e curato l’evento, e nell’ introdurre la tematica del dibattito, incentrata soprattutto sulla forza delle donne intesa come la prontezza di animo che caratterizza – naturalmente ed anche storicamente – la donna, ha focalizzato l’attenzione sulle difficoltà che le donne affrontano per affermare in pienezza sé stesse, nonché le sfide che la società pone loro costantemente, riuscendo a divenire protagoniste attive di costruttivi cambiamenti socio-culturali all’interno dei contesti in cui sono impegnate.   Nella presentazione dell’incontro il Prof.  Scalise ha approfondito il ruolo strategico ricoperto dalle donne nella società moderna e nella storia: le 21 donne presenti  all’interno dell’assemblea costituente, elette in concomitanza alla scelta della repubblica  nel corso del referendum del 2 giugno 1946, hanno sostenuto con forza l’uguaglianza formale e sostanziale sancita dai 2 commi dell’art 3 della Costituzione.

“La battaglia per l’uguaglianza, che ha visto impegnate generazioni di donne coraggiose, è ancora lungi dall’essere vinta: non è una battaglia delle donne per le donne ma è un impegno per tutti noi, per il bene dell’umanità”, ha chiosato ancora il Prof Scalise. Il coordinatore de ‘La voce della legalità ‘ , l’avv. Simone Rizzuto, si è soffermato sull’importanza dell’evento, e in modo particolare sul contributo delle donne intervenute, capaci non soltanto di raccontare, ma anche e soprattutto di raccontarsi. Ha altresì posto l’attenzione sulla distinzione concettuale fra eguaglianza ed egualitarismo, muovendo da quanto prescritto dall’art. 3 della Costituzione, sottolineando come, mentre nell’egualitarismo vi è il trattamento di tutti allo stesso modo, nell’eguaglianza vi è il trattamento di situazioni eguali in maniera uguale e di situazioni diverse in maniera diversa. È poi intervenuta l’avvocatessa Maria Domenica Vazzana, giunta appositamente da Reggio Calabria, la quale ha evidenziato l’importanza della donna impegnata nel settore della giustizia, considerato che la stessa fa parte dell’associazione denominata “Progetti innocenti”, e ha richiamato l’attenzione degli studenti sul concetto di giustizia, soprattutto nei casi di riparazione di quello che può essere un errore giudiziario.

La drammatica esperienza vissuta in prima persona e raccontata in un’atmosfera surreale da Elisabeth Rosano’ ha rappresentato il fulcro centrale dell’incontro. La giovane sociologa ha condiviso la sua drammatica esperienza esistenziale, legata al femminicidio della propria madre per mano del padre, quando lei aveva sei anni. Elisabeth ha affrontato con coraggiosa lucidità un lungo percorso di elaborazione del proprio dolore, non rimanendone sopraffatta, al contrario ha convertito la sua sofferenza psicologica ed emotiva in un impegno straordinario volto alla  sistematica sensibilizzazione sul tema della violenza di genere e della tutela dei diritti degli orfani c.d. speciali, ha esortato i ragazzi a comunicare sempre il proprio disagio e ad affrontare le proprie paure e difficoltà con forza d’animo e positività. È stata poi la volta della Dottoressa Annamaria Frustaci, Sostituto Procuratore presso la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, recentemente insignita del premio internazionale “Semplicemente donna” per la legalità, la quale ha efficacemente restituito una testimonianza autobiografica, a partire dagli anni in cui era una studentessa del liceo classico Galluppi e ha avuto un incontro con il magistrato Gherardo Colombo, all’esito del quale decise e maturò di scegliere giurisprudenza come percorso di studi universitari, e quindi diventare magistrato. La dottoressa Frustaci ha posto anche l’attenzione sulle parti opportunità e sul fatto che il profilo normativo da solo di per sé non è sufficiente, un ruolo fondamentale è quello svolto dalle agenzie educative, famiglia e scuola devono infatti creare una rete tra di loro affinché il giovane si formi nel modo più adeguato e sano. In chiusura l’emblematica testimonianza di una giovane imprenditrice catanzarese. Jessica Caroleo, laureata in servizi sociali, ha poi deciso di specializzarsi e lavorare in un settore per lei di grande interesse. Jessica si occupa infatti di sostituzione e riparazione di vetri danneggiati delle automobili, è titolare di un’attività ed è una delle pochissime donne esperte in questo settore sul piano nazionale. Ha raccontato pertanto le difficoltà che ha dovuto affrontare per realizzare le sue aspirazioni professionali, nonché le resistenze culturali e i pregiudizi che talvolta riscontra nel suo lavoro, ostacoli che non l’ hanno affatto scoraggiata, ma spronata a credere nelle sue capacità e nelle sue intuizioni, fermamente convinta che perseverando con tenacia nel perseguimento dei propri obiettivi gli stereotipi possano essere scardinati.

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